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La nostra storia

  I.T.S.S.E.T. "Emanuela Loi" 

  

lEmanuela Loi'Istituto Tecnico Economico e Turistico Emanuela Loi nasce  nel 1986 come sede distaccata dell’ Istituto Michele Amari di Roma. Nel 1994 diviene autonomo e si trasferisce nella sede  attuale. In breve tempo diviene un importante punto di riferimento, non solo per la città di Nettuno ma anche per il territorio circostante. Sempre attento ai mutamenti del mercato del lavoro ed alle esigenze culturali dei giovani, ha diversificato nel corso degli anni la propria offerta didattica.

Attualmente nell’ Istituto sono presenti tre distinti percorsi tecnici:

Istituto Tecnico Economico
Istituto Tecnico Turistico
Istituto Tecnico Costruzioni Ambiente e Territorio                                     

L’offerta  formativa dell’ Istituto si realizza attraverso:

  • Profili professionali conformi alle direttive dell'Unione Europea (certificazione ECDL, certificazione EBCL, certificazione lingue straniere);

  • Formazione complessiva dello studente con attenzione alla sua maturazione personale, alla capacità di partecipazione, di confronto e assunzione di responsabilità.

Inoltre per tutti quegli adulti che desiderano completare un ciclo di studi interrotto in passato o iniziarne uno nuovo, l’ Istituto offre i Corsi Serali SIRIO rispondendo in modo flessibile alle diverse esigenze formative.

PERCHE’’ EMANUELA LOI

La scelta di intitolare la scuola ad Emanuela Loi, la prima donna poliziotto caduta sul fronte della lotta alla mafia, esprime un evidente richiamo a fondamentali valori di legalità e giustizia. Agente della scorta del magistrato Paolo Borsellino, cadde nell'adempimento del proprio dovere il 19 luglio 1992, vittima della Strage di via d'Amelio a Palermo; con lei persero la vita, oltre a Paolo Borsellino, i colleghi Walter Eddie Cosina, Agostino Catalano, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli.

Nella Polizia di Stato dal 1989, per le sue qualità professionali, Emanuela Loi, dopo la strage di Capaci, fu inserita nel gruppo di poliziotti di rinforzo appositamente predisposto dal ministero dell'Interno. Quando l'avevano trasferita a Palermo, Emanuela aveva detto: "Se ho scelto di fare la poliziotta non posso tirarmi indietro. So benissimo che fare l'agente di polizia in questa città è più difficile che nelle altre, ma a me piace". Amava il suo lavoro ma non trascurava gli affetti. Avrebbe dovuto sposarsi pochi giorni dopo il fatale attentato.

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